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Piacere… Piacenza!

La città si presenta

Signori voi siete tutti benvenuti e chiunque verrà sarà benvenuto e ben accolto: così recita la “Targa del benvegnù”, formella ritrovata nel 1330 che testimonia la secolare vocazione all’ospitalità di Piacenza. Situata al margine occidentale dell’Emilia Romagna, la città è da sempre terra di transiti e di cerniera tra il Po, la Pianura Padana e gli Appennini. Fondata nel 218 A.C. da 6.000 veterani romani con il nome beneagurale di “Placentia”, nacque come colonia di frontiera, avamposto militare situato prima della Gallia Cisalpina. La sua storia è legata indissolubilmente al grande fiume, sua principale difesa, risorsa economica e via di comunicazione, dalle Alpi fino all’Adriatico. Il Po, la via Emilia e la posizione strategica sulla Via Francigena hanno sempre condizionato lo sviluppo e la ricchezza della città nel corso del tempo. Nel medio evo Piacenza fu un centro importante, sosta ideale nel passaggio di principi e pellegrini, crociati e templari, commercianti e artisti che qui lasciarono il segno. Nel 1126 la città divenne libero Comune e scese in campo con la Lega Lombarda contro il Barbarossa. Dal 1545 fece parte del Ducato di Parma e Piacenza, prima sotto i Farnese e poi sotto i Borbone. Con un plebiscito del 10 maggio 1848 Piacenza fu la prima città a chiedere l’annessione al Regno d’Italia, meritandosi il titolo di «Primogenita d’Italia» di cui ancora si vanta. Le due Guerre mondiali videro una notevole partecipazione di soldati piacentini e, purtroppo, di caduti: per l’impegno durante la lotta di liberazione la città ha ottenuto la medaglia d’oro al valor militare. Oggi Piacenza può essere qualificata come importante polo terziario e dei servizi, nonché dell’industria di precisione.

 

Da vedere in città

Risalgono all’anno 1281 l’impianto della Piazza Grande e la costruzione del palazzo pubblico ispirati da Alberto Scoto, capitano della Società dei Mercanti e dei Paratici. Il Palazzo Comunale, detto Gotico, si pone tra i più insigni esempi di architettura civile medievale. Su un loggiato, scandito da arcate a sesto acuto e rivestito in marmo di Verona, si imposta il piano superiore con paramento in cotto. La Piazza Grande divenne Piazza dei Cavalli dopo che vi furono collocate le statue equestri in bronzo di Alessandro e Ranuccio I Farnese, commissionate dalla comunità piacentina a Francesco Mochi da Montevarchi, veri capolavori della scultura barocca. A destra guardando Palazzo Gotico, Ranuccio (1620), in costume romano, è raffigurato in modi ancora classicheggianti; più matura la resa del padre Alessandro (1625) percorso da un fremente dinamismo riflesso nel mantello e nella gualdrappa gonfiati dal vento. (foto Pagani)

 

Il Duomo, dedicato all’Assunta, fu costruito tra il 1122 e il 1233. Nella facciata a capanna rivestita da lastre di arenaria e marmo rosa si aprono un grande rosone e tre portali sormontati da protiri cuspidati e riccamente scolpiti. Sul campanile in cotto svetta un angelo segnavento di rame dorato. Nell’interno,sono da segnalare, molti dipinti e affreschi di grandi pittori del XVI-XVII secolo, tra cui Camillo Procaccini, Ludovico Carracci e Guercino. (Foto Pagani) Sotto: Cupola del Guercino.

 

Il Palazzo Farnese è la residenza ducale voluta da Margherita d’Austria, rimasta incompiuta. Il progetto comportò la parziale demolizione della trecentesca Cittadella viscontea e fu realizzato dall’architetto Jacopo Barozzi, detto il Vignola. Il complesso ospita oggi i Musei Civici che presentano varie Collezioni: Affreschi medievali, Archeologico, Carrozze, Fasti Farnesiani, Fegato etrusco, Pinacoteca, Risorgimento, Sculture, Vetri e ceramiche. (Foto Pagani)

 

 

La Basilica di Sant’Antonino, intitolata al patrono martire all’epoca di Diocleziano, ebbe origine nel IV secolo, ma l’assetto attuale si data all’XI. Presenta un singolare transetto occidentale, con prezioso portale sul lato nord. È caratterizzata da una grossa torre ottagonale, costruzione unica in Europa poiché presenta finestre bifore su tutti gli otto lati. Il numero 8 fu importante nell’arte Cristiana per il significato simbolico di questo numero. come si apprende dalle parole di Sant’Ambrogio: «[...] ai popoli venne concessa la vera salvezza quando, all’alba dell’ottavo giorno, Cristo risorse dalla morte». Sette sono i giorni della Creazione secondo la Genesi, sette i giorni della settimana e l’ottavo è il giorno in più, l’eternità. (Foto Cristina Pinotti)

 

 

La Basilica di Santa Maria di Campagna fu eretta su iniziativa di un gruppo di cittadini che si costituì in fabbriceria, nei primi anni del sedicesimo secolo (1522- 1528). La chiesa sorge sull’area occupata in precedenza da un altro edificio sacro (il santuario di Santa Maria di Campagnola), dove si venerava un’ immagine lignea della Madonna con il Bambino che risaliva al XIV secolo. Qui, secondo la tradizione, il Pontefice Urbano II nel 1095 avrebbe annunciato l‘intenzione di bandire la prima Crociata in Terra Santa (Foto Roberta Groppi).

 

 

Sala dei Teatini - Ex chiesa di San Vincenzo fatta erigere dall’Ordine dei Teatini a partire dalla fine del Cinquecento. Restaurata dal Comune e destinata ad auditorium, presenta soluzioni tecnologiche d’avanguardia che ottimizzano il reciproco ascolto tra musicisti e direttore. (Foto Pagani)

 

 

Collegio Alberoni - Ecce Homo o Cristo alla Colonna Vera perla della collezione artistica del Cardinale Alberoni è l’Ecce Homo di Antonello da Messina, preziosissimo capolavoro tra i più intensi e drammatici di uno dei maggiori artisti della pittura occidentale.

 

Teatro Municipale - Splendido esempio di architettura tardo settecentesca, il Teatro Municipale di Piacenza fu inaugurato il 10 settembre 1804. (Foto Pagani)

 

 

Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi
Sartorio Giulio Aristide: Sirena o Abisso verde.

 

Per ulteriori informazioni:

Piacere, Piacenza. Una città da scoprire

dal sito del Comune di Piacenza >>